11 Marzo 2022

Il catalogo dei reati 231 si amplia con i "Delitti contro il patrimonio culturale"

Giovedì 3 marzo 2022, la Camera dei Deputati, ha approvato la proposta di legge recante Disposizioni in materia di reati contro il patrimonio culturale”.

Il testo riforma le disposizioni penali a tutela del patrimonio culturale introducendole nel Codice Penale, con l’obiettivo di operare una profonda riforma della materia, ridefinendo l’assetto della disciplina nell’ottica di un tendenziale inasprimento del trattamento sanzionatorio.

La proposta di legge prevede diversi interventi, attraverso i quali:

  • colloca nel codice penale gli illeciti penali attualmente ripartiti tra codice penale e codice dei beni culturali;
  • introduce nuove fattispecie di reato;
  • innalza le pene edittali vigenti, dando attuazione ai principi costituzionali in forza dei quali il patrimonio culturale e paesaggistico necessita di una tutela ulteriore rispetto a quella offerta alla proprietà privata;
  • introduce aggravanti quando oggetto di reati comuni siano beni culturali;
  • interviene sull’articolo 240-bis c.p. ampliando il catalogo dei delitti in relazione ai quali è consentita la c.d. confisca allargata;
  • modifica il comma 3 dell’art. 30 la legge n. 394 del 1991 in materia di aree protette;
  • modifica il decreto legislativo n. 231 del 2001, prevedendo la responsabilità amministrativa delle persone giuridiche quando i delitti contro il patrimonio culturale siano commessi nel loro interesse o a loro vantaggio

In particolare, le modifiche che impattano sulla responsabilità amministrativa degli enti, riguardano l’art. 3 della Legge, che introduce all’interno del D.Lgs. n. 231/2001 i seguenti articoli.

Il nuovo art. 25-septiesdecies “Delitti contro il patrimonio culturale”, ampliando il catalogo dei reati presupposto con l’aggiunta dei seguenti reati:

  • Furto di beni culturali (art. 518-bis c.p.);
  • Appropriazione indebita di beni culturali (art. 518-ter c.p.);
  • Ricettazione di beni culturali (art. 518-quater c.p.);
  • Falsificazione in scrittura privata relativa a beni culturali (art. 518-octies c.p.);
  • Violazioni in materia di alienazione di beni culturali (art. 518-novies c.p.);
  • Importazione illecita di beni culturali (art. 518-decies c.p.);
  • Uscita o esportazione illecite di beni culturali (art. 518-undecies c.p.);
  • Distruzione, dispersione, deterioramento, deturpamento, imbrattamento e uso illecito di beni culturali o paesaggistici (art. 518-duodecies c.p.);
  • Contraffazione di opere d’arte (art. 518-quaterdecies c.p.).

In caso di commissione dei suddetti delitti sono applicabili all’ente le sanzioni interdittive previste ex art. 9, co. 2, D. Lgs. n. 231/2001, per una durata non superiore a due anni.

Il nuovo art. 25-duodevicies “Riciclaggio di beni culturali e devastazione e saccheggio di beni culturali e paesaggistici”, prevedendo le ulteriori fattispecie di:

  • Riciclaggio di beni culturali (art. 518-sexies c.p.);
  • Devastazione e saccheggio di beni culturali e paesaggistici (art. 518-terdecies c.p.).

Segnatamente alle suddette fattispecie, è prevista l’applicazione della sanzione dell’interdizione definitiva dall’esercizio dell’attività ai sensi dell’articolo 16, co. 3, D. Lgs. n. 231/2001, qualora l’ente o una sua unità organizzativa venga stabilmente utilizzato allo scopo unico o prevalente di consentire o agevolare la loro commissione.

Infine, la norma in esame prevede l’estensione della confisca allargata anche per i reati di (i) ricettazione di beni culturali, di (ii) impiego di beni culturali provenienti da delitto, di (iii) riciclaggio di beni culturali, di (iv) autoriciclaggio di beni culturali.

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