13 Ottobre 2023

Decreto Giustizia: la Legge 9 ottobre 2023, n. 137 estende il catalogo dei reati 231

Lo scorso 10 ottobre è entrata in vigore la Legge 9 ottobre 2023, n. 137, pubblicata in Gazzetta Ufficiale n. 236 del 9 ottobre 2023, avente ad oggetto la conversione in legge, con modificazioni, del Decreto-legge 10 agosto 2023, n. 105 (cd. Decreto Giustizia)recante “disposizioni urgenti in materia di processo penale, di processo civile, di contrasto agli incendi boschivi, di recupero dalle tossicodipendenze, di salute e di cultura, nonché in materia di personale della magistratura e della pubblica amministrazione”.

Tra le novità apportate dal provvedimento, si segnalano alcune modifiche al D.lgs. 231/2001.

In particolare, è stato ampliato il catalogo dei reati presupposto della responsabilità amministrativa degli Enti ex D.lgs. 231/2001 con l’introduzione dei seguenti reati:

  • turbata libertà degli incanti (art. 353 c.p.);
  • turbata libertà del procedimento di scelta del contraente (art. 353-bis c.p.);
  • trasferimento fraudolento di valori (art. 512-bis c.p.).

I primi due reati, turbata libertà degli incanti e turbata libertà del procedimento di scelta del contraente, sono stati inseriti nell’art. 24 del D.lgs. 231/01 rubricato indebita percezione di erogazioni, truffa in danno dello Stato, di un ente pubblico o dell’Unione europea o per il conseguimento di erogazioni pubbliche, frode informatica in danno dello Stato o di un ente pubblico e frode nelle pubbliche forniture. In caso di commissione dei reati di nuova introduzione è previsto il regime sanzionatorio applicato ai delitti già presenti nel previgente art. 24.

Invece, il terzo reato, trasferimento fraudolento di valori, è stato inserito nell’art. 25-octies.1 del D.lgs. 231/01, che è stato rubricato delitti in materia di strumenti di pagamento diversi dai contanti e trasferimento fraudolento di valori.In caso di commissione del nuovo reato, è prevista l’applicazione all'ente della sanzione pecuniaria da 250 a 600 quote e, come per gli altri delitti della categoria, in caso di condanna, l’applicazione delle sanzioni interdittive di cui all'articolo 9, comma 2 del D.lgs. 231.

Si segnala, inoltre, che l’art. 6 c. 3 del nuovo provvedimento va ad inasprire la disciplina sanzionatoria prevista dal Codice penale in relazione ai seguenti reati ambientali già richiamati nell’Art. 25-undecies del D.Lgs. 231/01

  • articolo 452-bis (Inquinamento ambientale);
  • articolo 452-quater (Disastro ambientale).

Si riporta il testo dei nuovi reati inseriti nel catalogo 231:

Art. 353 c.p. - Turbata libertà degli incanti

«Chiunque, con violenza o minaccia, o con doni, promesse, collusioni o altri mezzi fraudolenti, impedisce o turba la gara nei pubblici incanti o nelle licitazioni private per conto di pubbliche amministrazioni, ovvero ne allontana gli offerenti, è punito con la reclusione da sei mesi a cinque anni e con la multa da euro 103 a euro 1.032.

Se il colpevole è persona preposta dalla legge o dall'autorità agli incanti o alle licitazioni suddette, la reclusione è da uno a cinque anni e la multa da euro 516 a euro 2.065.

Le pene stabilite in questo articolo si applicano anche nel caso di licitazioni private per conto di privati, dirette da un pubblico ufficiale o da persona legalmente autorizzata, ma sono ridotte alla metà»

Art. 353-bis c.p. - Turbata libertà del procedimento di scelta del contraente

«Salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque con violenza o minaccia, o con doni, promesse,

collusioni o altri mezzi fraudolenti, turba il procedimento amministrativo diretto a stabilire il contenuto del bando o di altro atto equipollente al fine di condizionare le modalità di scelta del contraente da parte della pubblica amministrazione è punito con la reclusione da sei mesi a cinque anni e con la multa da euro 103 a euro 1.032»

Art. 512-bis c.p. - Trasferimento fraudolento di valori

«Salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque attribuisce fittiziamente ad altri la titolarità o disponibilità di denaro, beni o altre utilità al fine di eludere le disposizioni di legge in materia di misure di prevenzione patrimoniali o di contrabbando, ovvero di agevolare la commissione di uno dei delitti di cui agli articoli 648, 648-bis e 648-ter, è punito con la reclusione da due a sei anni»

Dunque, per tutte le Società che hanno implementato un Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo ex D.lgs. 231/2001, si rileva la necessità di effettuare la valutazione del rischio di applicabilità delle fattispecie di reato di nuova introduzione, procedendo, se del caso, alla previsione di nuovi presidi di controllo e quindi all’aggiornamento del Modello 231.

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