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Soppressione del SISTRI e istituzione del Registro elettronico nazionale: inapplicabile l’articolo 260-bis del D.Lgs. 152/06, richiamato dal D.Lgs. 231/01

La Legge 11 febbraio 2019, n.12 che ha convertito, con modificazioni il cd. Decreto Semplificazioni, ha confermato la soppressione del "Sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti”, cd. SISTRI, ed ha istituito il "Registro elettronico nazionale per la tracciabilità dei rifiuti” (Registro), gestito direttamente dal Ministero dell’Ambiente (MATTM), a cui sono tenuti ad iscriversi gli enti che effettuano il trattamento dei rifiuti, i produttori di rifiuti pericolosi e gli enti che raccolgono o trasportano rifiuti pericolosi a titolo professionale o che operano in qualità di commercianti ed intermediari di rifiuti pericolosi.

Un apposito decreto del MATTM dovrà definire le modalità di organizzazione ed il funzionamento del Registro. Fino al termine di piena operatività del Registro, come individuato dal decreto del MATTM, la tracciabilità dei rifiuti è garantita effettuando gli adempimenti previgenti alla istituzione del SISTRI (registri di carico e scarico, formulari di trasporto e il Modello Unico di Dichiarazione Ambientale). 

Per quanto riguarda il catalogo dei Reati ambientali che possono dare luogo alla responsabilità degli enti, ai sensi del D.Lgs. 231, art. 25-undecies, in considerazione del fatto che la legge di conversione del Decreto Semplificazioni ha confermato l’abrogazione del SISTRI, si ritengono inapplicabili i commi 6, 7 e 8 dell’art. 260-bis del D.Lgs. 152/06, richiamati dal D.Lgs. 231/01 (art. 25-undecies, comma 2 lett. g), per l’inapplicabilità delle prescrizioni previste nel citato articolo 260-bis.