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Sentenza n° 3733 del 16/12/2019: i giudici si soffermano su composizione e poteri degli OdV

Nella sentenza, pronunciatasi sulla nota vicenda di Viareggio del 29 giugno 2009, i Giudici della Corte d’appello di Firenze specificano come "non si rilevava, nella struttura organizzativa di (omissis), la presenza di un organo indipendente dall’Amministratore Delegato, cioè avente le caratteristiche previste dall’art. 6 c.1 b) D.Lgs. n. 231/2001, che fosse capace di controllare anche il suo operato e di rilevare quindi, in particolare, la mancata previsione di un controllo (…): infatti l’Organismo di Vigilanza previsto da questo M.O.G. risultava composto dai Responsabili delle Direzioni Audit, Affari Legali e Societari, e Organizzazione, Sviluppo e Risorse Umane Staff, tutti soggetti dipendenti dall’Amministratore e per i quali non erano previsti meccanismi espliciti che impedissero le interferenze da parte dei vertici aziendali”.

Tra le prove della mancanza di un’efficace attuazione del Modello e della inidoneità dello stesso ad evitare i rischi di commissione dei reati di cui all’articolo 589 c.2, i giudici rilevano “i numerosi rilievi che dapprima (omissis) e poi (omissis) formularono proprio per i limiti della tracciabilità e nella manutenzione di intere classi rotabili che non hanno mai portato a revisioni o anche solo a riflessioni da parte della società circa la correttezza delle scelte imprenditoriali” e che  “tale inosservanza non è stata oggetto di richiami interni”. Inoltre i controlli svolti sulle attività sensibili interessate (attività manutentive) si risolvevano in "verifiche puramente cartolari circa il possesso da parte delle aziende incaricate delle autorizzazioni e della documentazione circa l’effettuazione delle attività richieste”. Infine, i Giudici hanno censurato anche il fatto che l’Organismo non abbia irrogato nessuna sanzione.