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La legge di riforma del Codice Antimafia e le novità in materia di D.Lgs. 231/01 

Entra in vigore in data odierna la Legge 17 ottobre 2017, n. 161 recante “Modifiche al codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, di cui al decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, al codice penale e alle norme di attuazione, di coordinamento e transitorie del codice di procedura penale e altre disposizioni. Delega al Governo per la tutela del lavoro nelle aziende sequestrate e confiscate.” 

Dal punto di vista della responsabilità amministrativa degli enti, la Legge modifica l’art. 25-duodecies del D.Lgs. 231/2001 estendendolo ai seguenti reati relativi all’immigrazione clandestina, in particolare: 

  • promozione, direzione, organizzazione, finanziamento o effettuazione di trasporto di stranieri nel territorio dello Stato, ovvero compimento di altri atti diretti a procurarne illegalmente l'ingresso nel territorio dello Stato o di altro Stato del quale la persona non è cittadina o non ha titolo di residenza permanente (art. 12, co. 3, 3-bis e 3-ter, D.Lgs. 286/98); 
  • favoreggiamento della permanenza di stranieri in condizioni di illegalità nel territorio dello Stato, al fine di trarne un ingiusto profitto (art. 12, co. 5, D.Lgs. 286/98).

Inoltre, l’art. 11 co. 3 lett. d) del nuovo Codice Antimafia, con riferimento al controllo giudiziario delle aziende, attribuisce al Tribunale la possibilità di imporre, tra gli obblighi dell’amministratore giudiziario qualora nominato, l’adozione e l’efficace attuazione anche di un modello di organizzazione, gestione e controllo ex D.Lgs. 231/01, comprese/o misure contro i delitti di criminalità organizzata.

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