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Ampliato il catalogo dei reati 231 con l'introduzione del reato di traffico di influenze illecite

Il 9 gennaio u.s. è stata promulgata dal Presidente della Repubblica la legge “Misure per il contrasto dei reati contro la pubblica amministrazione, nonché in materia di prescrizione del reato e in materia di trasparenza dei partiti e movimenti politici”, il c.d. DDL Anticorruzione, approvato dal Parlamento il 18 dicembre u.s. (in seguito Legge).

Tale Legge prevede, tra l’altro, importanti modifiche al codice penale ed al D.Lgs. n. 231/2001 (D.Lgs. 231). Viene, infatti, riformulato il reato di traffico di influenze illecite, in particolare l’art. 346 bis c.p., che assorbe il reato di millantato credito previsto nell’art. 346 c.p. abrogato dalla Legge, e viene introdotto nel Catalogo dei Reati che possono dare luogo alla responsabilità degli enti, ai sensi del D.Lgs. 231. Come sottolineato nella Relazione illustrativa alla Legge “La disposizione normativa (art. 346 bis) mira a colpire condotte prodromiche rispetto ad eventuali successivi accordi corruttivi che coinvolgano il titolare di pubbliche funzioni, sulle cui determinazioni si vuole illecitamente influire”. 

Per quanto riguarda il D.Lgs. 231 viene modificato l’art. 25 prevedendo:

  • l’irrogazione all’ente della sanzione fino a 200 quote in relazione alla commissione del delitto di traffico di influenze illecite;
  • l’ampliamento per tutti i reati di cui all’art. 25 della durata delle sanzioni interdittive a carico delle persone giuridiche, in considerazione del ruolo all’interno dell’ente dell’autore del reato, ossia se è un soggetto in posizione apicale, oppure, se è sottoposto alla direzione o alla vigilanza di uno dei soggetti che rivestono nell’ente una posizioni apicale.

Inoltre viene aggiunto all’art. 25 il comma 5-bis, che stabilisce una minore durata della sanzione interdittiva (non inferiore a tre mesi e non superiore a due anni), nel caso in cui, prima della sentenza di primo grado, l’ente si sia adoperato per evitare ulteriori conseguenze del reato ed abbia collaborato con l’autorità giudiziaria per assicurare le prove del reato e per individuarne i responsabili e abbia eliminato le carenze organizzative che avevano determinato il reato, mediante l’adozione di modelli organizzativi idonei a prevenite nuovi reati

L’introduzione del reato di Traffico di influenze illecite nei Catalogo dei reati presupposto ex D.Lgs. 231, comporta una nuova mappatura delle attività a rischio reato, includendo anche le attività di lobby o relazioni istituzionali condotte da parte di soggetti incardinati nell’ente.