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Modifiche al regime del market abuse

Il 29 settembre u.s. è entrato in vigore il Decreto Legislativo 10 Agosto 2018, n. 107 (D.Lgs.) che, modificando il TUF, ha adeguato la normativa nazionale a quella comunitaria (Regolamento UE n. 596/2014) in ambito market abuse. Tra le modifiche apportate dal D.Lgs. si segnalano:

  • gli espliciti rimandi a definizioni e previsioni del Regolamento UE n. 596/2014, per esempio per quanto riguarda la definizione di “informazione privilegiate”;
  • la designazione di Consob quale autorità amministrativa competente ai sensi Regolamento UE n. 596/2014. Inoltre vengono ampliati i poteri della Consob, al fine di accertare le violazioni in materia di market abuse;
  • la riformulazione dell’apparato sanzionatorio e degli obblighi di trasparenza verso il mercato. A tal proposito si segnala l’aumento delle sanzioni amministrative per chiunque violi il divieto di abuso di informazioni privilegiate e di comunicazione illecita di informazioni privilegiate; 
  • l’introduzione di una nuova sanzione amministrativa pecuniaria nei confronti dell’ente nel caso di violazione degli obblighi nell’ambito della prevenzione e individuazione di abusi di mercato, della comunicazione al pubblico di informazioni privilegiate, degli elenchi delle persone aventi accesso a informazioni privilegiate e delle operazioni effettuate da persone che esercitano funzioni di amministrazione, di controllo o di direzione (Art. 187-ter.1 del TUF); 
  • la previsione che l’ente sia punito con una sanzione amministrativa pecuniaria nel caso in cui una persona fisica compia un illecito amministrativo per violazione del divieto di abuso di informazioni privilegiate e di comunicazione e per violazione del divieto di manipolazione del mercato, nel caso in cui l’illecito sia commesso nell’interesse o a vantaggio dell’ente. Il nuovo articolo 187-quinquies sancisce una vera e propria responsabilità dell’ente da illecito amministrativo, distinta da quella della persona fisica, anche se da questa derivante, rispetto alla versione precedente che prevedeva una mera responsabilità civile dell’ente, derivante da un illecito amministrativo della persona fisica. Il D.Lgs. inoltre ha modificato le sanzioni che la Consob può applicare all’ente che ora sono di importo compreso tra i ventimila euro e i quindici milioni di euro, ovvero fino al quindici per cento del fatturato, quando tale importo è superiore a quindici milioni di euro, inasprendole rispetto alla precedente previsione (minimo ventimila euro, massimo tre/cinque milioni). Pertanto, secondo quanto previsto dall’187 quinquies, all’ente, in caso di violazione da parte di persona fisica in tema di market abuse, possono essere applicate sanzioni pecuniaria sia dall’autorità Giudiziaria, in caso di reato (art. 25 sexies D.Lgs. 231/01), che dalla Consob, in caso di illecito amministrativo. Sulla base della modifica apportata dal D.Lgs. 107/2018 le sanzioni applicabili dalla Consob,  possono essere dieci volte superiori rispetto alla sanzione che il giudice può applicare agli enti in caso di reati di market abuse (ai sensi dell’articolo 25-sexies del D.Lgs. 231/2001 il giudice può applicare una sanzione fino a 1,5 milioni di euro, mille quote al massimo valore della quota). Resta invariata la previsione circa la non responsabilità dell’ente se dimostra che le persone fisiche hanno agito esclusivamente nell'interesse proprio o di terzi e l’applicazione, in quanto compatibili, degli  articoli 6, 7, 8 e 12 del D.Lgs. 231, che assegnano rilievo esimente all’adozione del Modello di organizzazione, gestione e controllo, affermano l’autonomia della responsabilità dell’ente anche nei casi di autore non identificato e prevedono, altresì, la riduzione della sanzione nelle ipotesi di danno patrimoniale di particolare tenuità o in seguito a condotte riparatori. Si sottolinea, però, che a differenza del Dlgs 231, è l’ente a dover dimostrare l’assenza di interesse proprio alla realizzazione dell’illecito, con la conseguenza che l'onere della prova è più rigoroso dinanzi alla Consob che dinanzi al Giudice penale;
  • la riformulazione dall'art. 187-terdecies,che riguarda l’applicazione ed esecuzione delle sanzioni penali ed amministrative. Pur permanendo il così detto “doppio binario”, ossia la possibilità per una persona fisica o un ente di essere giudicati “per lo stesso fatto” sia dall’Autorità amministrativa che da quella giudiziaria (qualora sussistano tutte le componenti fissate dalle comunque distinte fattispecie),  la Consob ovvero il Giudice dovrà tener conto, al momento dell'irrogazione delle sanzioni di propria competenza, delle misure punitive già irrogate e l'esazione della sanzione pecuniaria dipendente da reato, ovvero della sanzione pecuniaria amministrativa, è limitata alla parte eccedente quella riscossa, rispettivamente, dall'autorità amministrativa ovvero da quella giudiziaria.