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Inapplicabile l’articolo 260-bis del D.Lgs. 152/06, richiamato dal D.Lgs. 231/01, dopo la soppressione del Sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti (Sistri) 

Con l’art. 6 del D.L. n. 135/2018 (di seguito D.L.), in vigore dal 15 dicembre 2018, dal 1 gennaio 2019 viene soppresso il Sistri e tutti i soggetti che gestiscono rifiuti sono tenuti agli adempimenti (tenuta registro carico scarico, formulari di identificazione ecc) previgenti alle modifiche apportate dal D.Lgs. n. 205/2010 al D.Lgs. 152/2006, abrogate dal D.L. per la parte relativa alla previsione di un Sistema di controllo della tracciabilità rifiuti. 

Per quanto riguarda il regime sanzionatorio, in considerazione dell’entrata in vigore del D.L., vigono, per tutti i soggetti che gestiscono rifiuti, le sanzioni di cui all’art. 258, comma 4, del D.Lgs. n. 152/06, nella formulazione precedente all’entrata in vigore del D.Lgs. n. 205/2010. In particolare l’art. 4 ora prevede:

  • una sanzione amministrativa pecuniaria per “Chiunque effettua il trasporto di rifiuti senza il formulario di cui all'articolo 193 ovvero indica nel formulario stesso dati incompleti o inesatti” e la pena di cui all’articolo 483 del codice penale nel caso di rifiuti pericolosi;
  • l’applicazione “della pena di cui all'art. 483 del codice penale a chi, nella predisposizione di un certificato di analisi di rifiuti, fornisce false indicazioni sulla natura, sulla composizione e sulle caratteristiche chimico-fisiche dei rifiuti e a chi fa uso di un certificato falso durante il trasporto”. Si fa presente che sulla base della normativa vigente, solo in alcuni casi, quali, ad esempio, il conferimento in discarica e l’avvalersi di procedure semplificate è previsto l’obbligo che i rifiuti siano preventivamente caratterizzati e accompagnati dalla certificazione analitica della caratterizzazione.

Per quanto riguarda il catalogo dei Reati ambientali che possono dare luogo alla responsabilità degli enti, ai sensi del D.Lgs. 231, art. 25-undecies, la violazione di cui all’art. 258, comma 4 del D.Lgs. n. 152/06, era già sanzionata (comma 2, lettera d), ma dopo l’emanazione del D.L. tale violazione riguarda tutti i soggetti che gestiscono i rifiuti e non, come prima previsto, solo quelli che non hanno aderito volontariamente al Sistri. Pertanto si ritengono inapplicabili i commi 6, 7 e 8 dell’art. 260-bis del D.Lgs. 152/06, richiamati dal D.Lgs. 231/01 (art. 25-undecies comma 2 lett. g), per l’inapplicabilità delle prescrizioni previste nel citato art. 260-bis, salvo mancata emanazione della Legge di conversione del citato D.L. o modifiche dell’art. 6 sull’argomento.