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Le frodi sportive entrano nel D.Lgs. 231/2001

Il 27 febbraio u.s. è stato approvato dal Senato il Disegno di Legge n. 773 (Disegno di Legge) di ratifica ed esecuzione della Convenzione del Consiglio d’Europa sulle manipolazioni di competizioni sportive fatta a Magglingen (Svizzera), il 18 settembre 2014.

La Convenzione ha come obiettivo prevenire, individuare e combattere le partite truccate, la manipolazione e tutte le possibili modifiche intenzionali e irregolari dello svolgimento o del risultato delle competizioni sportive.

Il Disegno di Legge prevede, tra l’altro, l’introduzione di nuovi reati presupposto per la responsabilità dell’ente ai sensi del D.Lgs. 231/2001. L'articolo 5 del Disegno di Legge, infatti, inserendo un nuovo articolo il 25-duodecies nel catalogo dei reati che costituiscono presupposto della responsabilità amministrativa degli enti, introduce la responsabilità amministrativa delle persone giuridiche per reati di frode in competizioni sportive, esercizio abusivo di giochi o di scommesse e giochi d’azzardo esercitati a mezzo di apparecchi vietati. In particolare la riforma prevede che: 

  • in caso di commissione di delitti, all'ente si applichi la sanzione amministrativa pecuniaria del pagamento di una somma corrispondente a massimo 500 quote;
  • in caso di contravvenzioni, all'ente si applichi la sanzione amministrativa pecuniaria del pagamento di una somma corrispondente a massimo 260 quote. 

Inoltre, il comma 2 dell'articolo 5 prevede, per la sola condanna relativa a delitti, l'applicazione delle sanzioni interdittive per l'ente previste dall'articolo 9 del D.Lgs. 231/2001 (interdizione dall'esercizio dell'attività; sospensione o revoca di autorizzazioni, licenze o concessioni; divieto di contrattare con la PA; esclusione da agevolazioni, finanziamenti, contributi o sussidi ed eventuale revoca di quelli già concessi; divieto di pubblicizzare beni o servizi), per una durata non inferiore a un anno.

Per leggere il testo della norma cliccare qui.