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Il Parlamento UE approva la direttiva a tutela dei Whistleblower: interessanti novità per l’Italia

Il 16 aprile 2019 è stata approvata dal Parlamento europeo la direttiva (Direttiva), già concordata con i ministri UE, che stabilisce nuove regole a livello europeo per l’istituzione di canali interni ed esterni agli enti per la segnalazione di violazioni e per proteggere gli informatori che rivelano violazioni del diritto comunitario in settori quali, appalti pubblici, servizi finanziari, riciclaggio di denaro, sicurezza dei prodotti e dei trasporti, sicurezza nucleare, salute pubblica, protezione dei consumatori e dei dati.

La Direttiva stabilisce standard minimi di protezione e consente di superare le diversità di trattamento esistenti fra i vari Paesi europei. Attualmente, solo 10 Paesi dell'UE (Francia, Ungheria, Irlanda, Italia, Lituania, Malta, Paesi Bassi, Slovacchia, Svezia e Regno Unito) hanno una legislazione completa in materia ed in molti Paesi la protezione è solo parziale o si applica a specifici settori o categorie di lavoratori.  

Tra i cambiamenti più significativi per l’Italia, troviamo l’estensione dell’obbligo di offrire canali di ricezione delle segnalazioni, sicuri anche dal punto di vista informatico, a tutte le entità giuridiche private con 50 o più dipendenti, con un fatturato o un bilancio annuo pari o superiore a 10 milioni di euro e a quelle, di qualsiasi dimensione, che operano nel settore dei servizi finanziari o sono vulnerabili al riciclaggio o al finanziamento del terrorismo. Per quanto riguarda i soggetti giuridici pubblici, possono essere esentati dall’obbligo di stabilire canali e procedure interne per la segnalazione e l'elaborazione dei reclami, i comuni con meno di 10.000 abitanti.

Per garantire la sicurezza dei potenziali informatori e la riservatezza delle informazioni divulgate, le nuove norme consentiranno di comunicare le segnalazioni non solo all’interno dell'ente interessato e direttamente alle autorità nazionali competenti, ma anche agli organi e alle agenzie competenti dell'UE. Il/la whistleblower potrà, inoltre, scegliere se segnalare internamente o esternamente al proprio ente (agli inquirenti o ai media) a seconda delle circostanze del caso concreto. Nei casi in cui non siano state adottate delle misure adeguate in risposta alla segnalazione iniziale di un whistleblower, o qualora si ritenga che vi sia un pericolo imminente per l'interesse pubblico o un rischio di ritorsione, l’informatore dovrà essere comunque protetto, in caso decidesse di divulgare pubblicamente le informazioni senza essere passato attraverso i canali interni.

Gli Stati membri dovranno garantire che gli informatori abbiano accesso gratuito a informazioni e consulenze complete e indipendenti sulle procedure e sui mezzi di ricorso disponibili. Durante i procedimenti giudiziari, gli informatori dovranno ricevere sostegno e assistenza legale.

La Direttiva vieta esplicitamente le rappresaglie e introduce delle salvaguardie per evitare che chi denuncia sia sospeso, declassato e intimidito o che si trovi ad affrontare altre forme di ritorsione. Una novità importante è la previsione di tutela anche per coloro che, senza essere 'lavoratori',  possono svolgere un ruolo fondamentale nel segnalare le violazioni di legge e si possono trovare in una situazione di vulnerabilità economica nel quadro delle loro attività lavorative, per esempio fornitori e consulenti.

Inoltre la Direttiva prevede che gli Stati membri stabiliscano sanzioni effettive, proporzionate e dissuasive per garantire l’efficacia delle norme, da una parte punendo le azioni che ostacolano la segnalazione, gli atti di ritorsione e gli atti vessatori nei confronti delle persone segnalanti e le violazioni dell’obbligo di riservatezza riguardo alla loro identità e, dall’altra, scoraggiando le segnalazioni dolose e infondate.

Dopo l’approvazione definitiva del testo di legge da parte dei ministri Ue, gli Stati membri entro due anni dovranno adeguare le normative nazionali.

Per la Proposta di DIRETTIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO riguardante la protezione delle persone che segnalano violazioni del diritto dell’Unione cliccare qui