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Dichiarazione individuale di carattere non finanziario ex D.Lgs. 254/16

È entrato in vigore lo scorso 25 gennaio il D.Lgs. 254 del 30/12/2016 (G.U. n. 7 del 10/01/2017) di attuazione della Direttiva 2014/95/UE riguardante “la comunicazione di informazioni di carattere non finanziario e di informazioni sulla diversità da parte di talune imprese e di taluni gruppi di grandi dimensioni”.

Il Decreto prevede l’obbligo di predisporre una “Dichiarazione individuale di carattere non finanziario” (c.d. Bilancio di sostenibilità) da parte degli “enti di interesse pubblico” (così come definiti dall’art. 16, comma 1 del D.Lgs. 39/10) che durante l’esercizio finanziario abbiano avuto, in media, più di 500 dipendenti e che abbiano superato almeno uno dei due seguenti limiti dimensionali:

  • totale dello stato patrimoniale: € 20.000.000;
  • totale dei ricavi netti delle vendite e delle prestazioni: € 40.000.000.

Tale dichiarazione dovrà essere redatta a partire degli esercizi finanziari iniziati il 1 gennaio 2017 e dovrà riguardare i temi ambientali, sociali, attinenti al personale, al rispetto dei diritti umani, alla lotta contro la corruzione attiva e passiva, ritenuti rilevanti tenuto conto delle attività e delle caratteristiche dell’impresa.

Secondo l’art. 3 del Decreto la dichiarazione deve contenere almeno le seguenti informazioni:

  1. utilizzo di risorse energetiche, distinguendo fra quelle prodotte da fonti rinnovabili e non rinnovabili ed impiego di risorse idriche; 
  2. emissioni di gas ad effetto serra ed emissioni inquinanti in atmosfera; 
  3. impatto sull’ambiente e sulla salute e sicurezza; 
  4. aspetti sociali e attinenti alla gestione del personale, incluse le azioni poste in essere per garantire la parità di genere, le misure volte ad attuare le convenzioni di organizzazioni internazionali e sovranazionali in materia, e le modalità con cui è realizzato il dialogo con le parti sociali; 
  5. rispetto dei diritti umani e misure adottate per prevenirne le violazioni; 
  6. lotta contro la corruzione sia attiva sia passiva, con indicazione degli strumenti a tal fine adottati.

Inoltre deve descrivere: 

  1. il modello aziendale di gestione ed organizzazione delle attività dell’impresa, compreso il Modello adottato ai sensi dell’art. 6, comma 1, lettera A del D.Lgs. 231/01;
  2. le politiche praticate dall’impresa, comprese quelle di due diligence, i risultati conseguiti tramite di esse ed i relativi indicatori fondamentali di prestazione (KPI) di carattere non finanziario; 
  3. i principali rischi, generati o subiti, connessi ai suddetti temi e che derivano dalle attività dell’impresa, dai suoi prodotti/servizi o rapporti commerciali.

ll decreto prevede inoltre che le informazioni richieste debbano essere fornite rapportandole a quelle dell’esercizio precedente e, ove opportuno, corredandole con i riferimenti alle voci e agli importi rappresentati all’interno del bilancio di esercizio. 

La dichiarazione di carattere non finanziario può essere presentata in due forme diverse: contenuta nella relazione sulla gestione attraverso una specifica sezione oppure costituire una relazione distinta contrassegnata dal riferimento al D.Lgs. 254/2016.

La dichiarazione deve essere redatta sulla base di uno standard di rendicontazione nazionale o internazionale riconosciuto quali ad esempio il sistema di ecogestione e audit (EMAS), il Patto mondiale (Global Compact) delle Nazioni Unite, i principi guida su imprese e diritti umani delle Nazioni Unite (Guiding Principles on Business and Human Rights), gli orientamenti dell’OCSE per le imprese multinazionali, la norma ISO 26000, la dichiarazione tripartita di principi sulle imprese multinazionali e la politica sociale dell‘OIL.

Agli amministratori dell’ente di interesse pubblico, che omettono di depositare, nei termini prescritti, presso il registro delle imprese la dichiarazione individuale o consolidata di carattere non finanziario, verrà applicata una sanzione amministrativa pecuniaria da € 20.000 ad € 100.000. Se il deposito avviene nei trenta giorni successivi alla scadenza dei termini prescritti, la sanzione amministrativa pecuniaria verrà automaticamente ridotta ad un terzo.

Per ulteriori informazioni in merito alle modalità di redazione della dichiarazione e, più in generale su quanto previsto dal D.Lgs. 254/16, contattaci allo 06.89820236 o tramite email all’indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.