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Pubblicata l'Agenda anticorruzione 2017

Lo scorso 10 ottobre è stato presentato il report “Agenda anticorruzione 2017 – L’impegno dell’Italia nella lotta alla corruzione” che, elaborato da Transparency International Italia nell’ambito del progetto Business Integrity Country Agenda (BICA), esamina in dettaglio il contributo di tutti i soggetti interessati al contrasto della corruzione, attivamente o passivamente, approfondendo con particolare attenzione le dinamiche maggiormente a rischio nei rapporti tra pubblico e privato.

L’analisi è articolata in tre macro sezioni, rappresentate dai soggetti chiave che attraverso il loro operato possono contribuire alla creazione di un ambiente culturale ed economico integro e responsabile:

  • Settore pubblico (valutazione delle leggi esistenti, della loro effettiva applicazione e del loro reale impatto, per prevenire, ridurre e contrastare la corruzione)
  • Settore privato (valutazione delle leggi, degli strumenti e delle procedure attivate dal settore privato per prevenire, ridurre e contrastare la corruzione)
  • Società civile (valutazione delle attività e dei risultati della società civile e dei media per prevenire, ridurre e contrastare la corruzione)

Ogni macro sezione è suddivisa in aree tematiche (9 per il settore pubblico, 6 per il settore privato e 1 per la società civile) che approfondiscono un argomento specifico, come ad esempio gli appalti pubblici, il lobbying o il whistleblowing, e ognuno di questi argomenti viene ulteriormente suddiviso in indicatori chiave.

La valutazione generale delle misure anticorruzione presenti in Italia, data dalla media delle aree tematiche prese in esame, è di 52/100.

Dal report emerge, in particolare, che il quadro normativo anticorruzione per il settore pubblico è nel complesso sufficiente (62/100) mentre risulta gravemente insufficiente l’applicazione pratica delle leggi e soprattutto la capacità sanzionatoria e repressiva (45/100). 

La valutazione del quadro normativo è influenzata negativamente soprattutto dalla debole regolamentazione delle attività di lobbying e di finanziamento della politica (29/100), nonché dall’assenza di una legge a tutela di chi segnala illeciti, il cosiddetto whistleblowing (25/100). Al tempo stesso va rilevata un’elevata efficienza degli obblighi di trasparenza a livello contabile (81/100) e del sistema antiriciclaggio (75/100).

Il report è stato discusso anche alla presenza del Ministro della Giustizia, Andrea Orlando, e del Presidente dell’ANAC, Raffaele Cantone.

Sulla base dei risultati emersi dal report Trasparency International ha indicato al Governo ed al Parlamento le attività necessarie a ridurre i livelli di corruzione:

  • legislazione sul whistleblowing (a tal proposito si segnala che il DDL 2208 del 2016 recante “Disposizioni per la tutela degli autori di segnalazioni di reati o irregolarità di cui siano venuti a conoscenza nell’ambito di un rapporto di lavoro pubblico o privato” è stato approvato dalla Camera ed è attualmente in discussione al Senato);
  • regolamentazione del lobbyng;
  • rafforzamento dei presidi anticorruzione negli enti pubblici dotando di maggiori risorse i Responsabili per la Prevenzione della Corruzione;
  • semplificazione delle leggi per evitare abusi;
  • maggiori investimenti sull’educazione civica dei giovani, per formare una società più informata, consapevole ed attiva.

 

Per leggere il testo integrale del report cliccare qui